Fondazione Teatro di Pisa

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rossella faro

un mese fa

La visibilità in platea non è delle migliori , La sala è piatta, senza alcuna inclinazione, poltroncine datate e non troppo comode . Un plauso alla gentilezza delle Signore al botteghino ! Un po' meno gentili le maschere in sala.

Valeria

11 mesi fa

Ci ho visto uno spettacolo comico, ero in platea .. Teatro nel complesso carino , stile classico sedie abbastanza comode, qualcuna un po' più scassata.. tutto ok non ho notato niente di negativo ..

Michele De Gruttola

un anno fa

Sono stato a Teatro in occasione della serata dedicata al "Paganini in Jazz", concerto di ... Capricci e Jazz. Una serata "donata" al pubblico grazie al Teatro Verdi, il Comune di Pisa e l'Associazione Fanny Mendelssohn. Questo mi ha permesso di sopperire in parte alla mancata visita del '23, quando le Giornate del FAI hanno fatto tappa al Verdi. Il Teatro Verdi è il principale Teatro di Pisa ed è uno dei maggiori esempi di architettura ottocentesca in Italia. Il Teatro, già Regio Teatro Nuovo, nacque su iniziativa di Ranieri Simonelli ed altri illustri cittadini. Nella circostanza venne creata una Società Anonima, aperta una sottoscrizione popolare per raccogliere fondi ed indetto un concorso per il progetto, poi vinto dall'Arch. Andrea Scala. Fu costruito i tre anni, tra il 1865 e il 1867 e dotato di 750 posti. Oggi, con il ridimensionamento della Ribalta, del 1914, e la creazione delle Gallerie, del 1935, risulta un Teatro di medie dimensioni con 900 posti, esclusi i posti di ascolto (posti con scarsa visibilità). Il Palcoscenico è uno dei più grandi con i 26 metri di profondità e i 32 metri di larghezza (che, negli anni '90, ho avuto modo di "calpestare" indegnamente con tanta emozione in una serata dedicata alla danza ... ma è tutta un'altra storia) che ha permesso di mettere in scena Opere monumentali quali, tra l'altro, l'Aida. Il Teatro fu inaugurato il 12 novembre 1867 con il Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini. Nel 1904 fu intitolato a Giuseppe Verdi. L'ingresso, con Loggia, ha tre porte. Al centro si accede al Foyer; alla destra la Biglietteria; a sinistra il Bar interno. All'interno è presente un piccolo Ridotto o Museo, intitolato al Baritono pisano Titta Ruffo, che conserva oggetti e costumi appartenuti sia a lui che ad altri cantanti pisani (che ho visto in parte). Sulla volta un pregevole affresco, "Il Trionfo d'Amore", di Annibale Gatti, lo stesso autore del telone del Teatro, raffigurante Goldoni che legge alla Colonia Alfea. Il Teatro è stato restaurato tra il 1986 e il 1989 con interventi mirati alla salvaguardia delle strutture esistenti, come le travature in legno del tetto, e l'adeguamento degli standard di sicurezza ed delle vigenti norme. Questo sia con vie di fuga in verticale che spazi di servizio per il pubblico e gli artisti. Il progetto, affidato all'Arch. Massimo Carmassi, ha permesso di "nascondere" gli interventi eseguiti mantenendo l'impianto ottocentesco della struttura, tant'è che si può visitare larghi spazzi senza riscontrare interventi moderni di sorta. Tra l'altro l'intervento dell'Arch. Carmassi era al centro della Giornata FAI del '23. Leggendo la storia del Teatro ci sono aneddoti e curiosità "succulenti". Né citerò alcuni. I primi fischi uditi al Teatro Nuovo furono nel 1869 per l'Opera di Apolloni, l'Ebreo. Ad una recita del Faust di Gounod, che era in cartellone nel Natale 1870, il Re Vittorio Emanuele II regalò alla Soprano Ostava Torriani un braccialetto tempestato di perle e diamanti . Alla prima del Profeta, di Giacomo Meyerbeer, un caso di bagarinaggio, era il 1877. Nel 1884 un giovanissimo Arturo Paganini diresse l'Otello di Giuseppe Verdi e Manon Lescaut di Giacomo Puccini. Nel 1887 Le Villi, di Giacomo Puccini, con la presenza del Maestro in Sala, ospite in quei giorni a Pisa presso la sorella. Nel 1891 Titta Ruffo, pisano, è a Pisa con l'Ernani e l'Otello. Pisa in quel momento è considerata la Patria dei Baritoni, oltre a Titta Ruffo anche, tra l'altro, Oreste Benedetti, tanto che il noto scrittore in vernacolo pisano, Arturo Birga, si espresse così: "Ormai si sa, un Baritono pisano gli è una specialità come la Spina er Campanile e ... ponci". Nel 1901 la morte di Giuseppe Verdi, evento che scosse l'Italia tutta, Mascagni lo commemorò con un Concerto al Regio Teatro. Nel 1916 Goffredo Mameli vi diresse il Canto degli Italiani. Infine, ma è solo un breve excursus, nel 1950 Maria Callas, a Pisa per la Tosca, ha un battibecco fuori dalle quinte memorabile, tutto da indagare che ... divenne leggenda. Insomma ... il Teatro ha una ricca storia tutta da scoprire.

Bilik Peposhi

2 anni fa

Oggi ho visitato per la prima volta il Teatro di Pisa, sono rimasto colpito dalla maestosità del suo design neoclassico. Gli interni sono decorati con dettagli intricati, dai soffitti affrescati agli ornamenti d'epoca, che rendono chiaramente evidente il grande impegno e l'arte impiegati nella sua costruzione... Consiglio vivamente a chiunque di andare a visitarlo!

dai moro

7 anni fa

Pur essendo non molto grande è un bel teatro. All’esterno necessita di un po’ di manutenzione, mentre all’interno, specie dopo il vecchio restauro, direi che è proprio piacevole. Ha un bellissimo soffitto e un palcoscenico, a detta di molti, più grande della media. La sua acustica è molto apprezzata e i ricordi di gioventù, quando ascoltavo le opere in “piccionaia”, lo confermano. Mi farebbe piacere venisse utilizzato di più, ma forse Pisa ha poche persone interessate a fare il tutto esaurito.

Domande frequenti su Fondazione Teatro di Pisa

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